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Cucinare L’Oca

Siamo specializzati nell’ Allevamento di Oche di razza  Tolosa Industriale ( Con Bavetta ), in oltre disponiamo di Oche di razza Romaggnola, Tolosa Agricola, Veneta, siete  pregati di contattarmi per eventuali informazioni o consulenze gratuite grazie.

Consegne a domicilio

Tutte le Oche sono allevate con la massima cura nell’alimentazione e nel rispetto della dignità animale

Tel 331 / 6412371   Fabio             info@dimoradelviaggiatore.it

La carne di oca

Descrizione e caratteristiche – Bella, bianca, grassa, invitante da viva, non proprio di facile digestione da cotta.
Leggera “diventa” eliminando l’eccesso di grasso, lla carne più magra Appartiene sempre a oche più giovani. In genere si fanno arrosto insieme ad abbondanti di semi di colza e patate Che Hanno anche il Compito di assorbire il grasso Che trasuda Durante la cottura.
Affinchè la carne risulti croccante, non Bisogna mai bagnare con l’oca Il suo sugo, è Consigliabile Inoltre cuocerla appoggiata sulla griglia del forno in modo Che il grasso coli leccarda sottostante Nella Dove va precedentemente versato un bicchiere d’acqua.
Tempi di cottura: Un’ora per il primo chilogrammo di peso e 15 minuti Ogni chilogrammo successivo.
Acquistando un’oca intera conviene restare su esemplari Che abbiano tra gli otto ei nove mesi, e un peso di circa tre chilogrammi in modo Che la cottura nel forno di casa avvenga alla perfezione. Se, invece, si compra a pezzi, Che ricordate il quarto anteriore è la migliore parte.
Per Quanto Riguarda L’oca arrosto in forno, per Rendere la carne meno grassa, SI DEVE ricorrere sbollentatura una preventiva ed.

Metodi di preparazione — Salare internamente l’oca.
A ggiungere un’abbondante presa di rosmarino, cucire le aperture.
Riempire d’acqua per un terzo un tegame dal bordo alto, Aggiungere una Cipolla Grande.
Adagiatevi l’oca, portare a Bollore, Lasciare sobbollire coperto per mezz’ora o più secondo la grandezza del volatile.
Sgocciolare l’oca, buttare via l’acqua e poi Seguire la ricetta.
Questo sistema è valido anche per la cottura arrosto.

Oca Brasata ricetta Cetta per 8 persona / e

1 Oca Di 3000 G – 50 G Burro – 2 Cipolle – 2 Spicchi Aglio – 1 Bottiglia Vino Bianco Secco – 6 Pomodori Grandi – 1 Rametto Rosmarino – 2 Foglie Salvia – 1 Bicchierino Brandy – Sale – Pepe

In un tegame sciogliete il burro e rosolatevi l’oca tagliata a pezzi. Aggiungete le cipolle uno fettine sottili, l’aglio intero destino e appassire senza colorire. Versate il vino. Unire i pomodori spellati, privati dei semi e sminuzzati, le erbe aromatiche. Salate e pepate. Coprite e lasciate cuocere in forno a 150 ° C per 3 ore circa, fino a quando la carne si Stacca dalle ossa. Ritirate dal forno, l’oca disossate, disponetela sul piatto da portata e Tenete in caldo. Eliminate l’aglio. Fate restringere, se Occorre, il fondo di cottura. Versate un Bicchierino di brandy, mescolate. Regolate sale e pepe e servite subito. Vini di accompagnamento: Valtellina Superiore Inferno DOC, Rosso di Montalcino DOC, Cannonau di Sardegna DOC.

Oca ripiena di patate

Ingrediente principale: Oca

Preparazione

Lessate le patate in acqua salata per 10 minuti, scolatele e sbucciatele.
In un tegame scaldate il burro e insaporitevi la cipolla e il prezzemolo tritati.
Unire le patate uno Pezzetti e fatele colorire velocemente muovendo ogni tanto il recipiente.
Condite con la vendita, pepe e un pizzico di rosmarino tritato.
Farcite con questo ripieno l’oca, e legato cucite l’apertura il volatile con lo spago bianco da cucina.
Punzecchiate la pelle con i Rebbi di una forchetta affinchè il grasso coli Durante la cottura.
Ponete l’oca in forno adagiandola sulla griglia con il petto Rivolto in basso.
Copritela con un foglio d’alluminio.
Versate dell’acqua Nella leccarda sottostante.
Cuocete per Un’ora a 200 gradi.
Proseguite per un’altra ora riducendo la temperatura a 180 gradi.
A questo punto Eliminare il foglio d’alluminio affinchè la pelle Diventi croccante e girate l’oca con il petto verso l’alto.
Cuocete ancora Un’ora bagnando ogni tanto il volatile con un po ‘di brodo caldo.
Eliminate la parte grassa dal liquido Che è Colato Nella leccarda e versate il resto Nella salsiera.
Servi di Maria con il sugo l’oca tagliata uno fettine.
Vini di accompagnamento: Trentino Cabernet Franc DOC, Tignanello VdT Di Toscana, Regaleali Rosso Del Conte VdT Di Sicilia.

Ingredienti e dosi per 8 persone

Oca ripiena

Ingrediente principale: Oca

Preparazione

Fate scaldare il forno a 200 gradi.
Preparate il ripieno: tagliate la pancetta a dadini.
Sbucciate e affettate le cipolle.
Raschiate i gambi di sedano e tagliateli uno pezzettini.
Sbucciate le mele, tagliatele in quattro, levate i semi e affettatele.
Fate scaldare 60 g di burro in una padella e fatevi rosolare la pancetta da causa a tre minuti, poi toglietela con la schiumarola.
Destino Nella stessa padella rosolare per tre o quattro minuti cipolla e sedano, poi sgocciolateli con la schiumarola.
Mettetevi infine le fette di mele per due o tre minuti.
Sgocciolatele.
Mescolate gli ingredienti precedenti.
Riducete la Mollica di pane secco uno pangrattato e aggiungetelo alla preparazione con prezzemolo, cannella, sale e pepe.
Mescolate.
Introducete questo ripieno nell’oca e chiudete l’apertura con filo da cucina.
Salate l’oca esternamente.
Posate l’oca ripiena sulla griglia sopra la leccarda e fatela cuocere nel forno per circa ore e quindici minuti causa uno, più uno innaffiandola riprese con il sugo di cottura.
Quando l’oca è cotta, toglietela dal forno e tenetela in caldo.
Sgrassate il sugo raccolto Nella leccarda poi posate quest’ultima sul fuoco medio.
Versatevi il brodo.
Portate uno ebollizione.
Nel frattempo mescolate i 15 g di burro con la farina per Ottenere un burro lavorato omogeneo.
Incorporatelo poco per volta e mescolando al sugo bollente.
Verificate il condimento.
Versate in una salsiera e dei Servi di Maria.
Vino consigliato: Brunello di Montalcino.

Ingredienti e dosi per 10 persone

Arrosto d’Oca con Peperoni in Agrodolce preparazione

Togliete il fegato, salate e pepate l’oca internamente, riempitela con le castagne secche Che Hanno La funzione di assorbire il grasso della carne, legatela con Alcuni giri di spago bianco da cucina. In un tegame scaldate quattro cucchiai d’olio e rosolatevi il volatile, con un trito di cipolla carota,, sedano e rosmarino. Dopo circa 20 minuti, Quando è ben colorita, bagnatela con il vino e un po ‘di brodo caldo. Ponete il recipiente in forno preriscaldato UNO 180 gradi e calcolate per la cottura 2 ore abbondanti. Bagnate l’oca Ogni quarto d’ora con il brodo caldo e giratela Ogni mezz’ora. Preparate i peperoni, tagliateli uno strisce e metteteli in un tegame dove avete scaldato quattro cucchiai d’olio. Lasciate cuocere a fuoco basso per 20 minuti. Aggiungete lo zucchero, versate l’aceto. Fate insaporire i peperoni in questa salsa agrodolce per 10 minuti. Quando l’oca è pronta, Eliminare le castagne, tagliate il petto a fette, Staccate cosce e ali, e ricomponetela sul piatto da portata Tenuto in caldo. Contornate con i peperoni in agrodolce e servite con Il suo sugo di cottura caldo passato al Mulinetto. Vini di accompagnamento: Colli Orientali del Friuli Merlot “Riserva” DOC, Roero “Superiore” DOC, Duca Enrico VdT Di Sicilia.
Ingredienti

1 oca di 3000 g
350 gr castagne secche
1 bicchiere vino bianco
brodo
2 peperoni gialli
2 peperoni rossi
2 peperoni verdi
1 bicchiere aceto di vino
2 cucchiai zucchero
1 Cipolla
1 carota
1 Costa Sedano
1 Rametto Rosmarino
OLIO D’OLIVA
vendita
pepeCollo d’Oca Farcito

preparazione

Disossate il collo dell’oca, staccando la pelle con molta cura (in pratica, scivolare FARLA Dovete”Lungo il collo, estraendola Come se fosse un guanto), lavatela e assicuratevi CHE SIA intatta, altrimenti Durante la cottura il ripieno Potrebbe uscire. Cucite con del refe incolore uno dei lati di scadenza. Impastate il trito di polpa di maiale con Quello di fegato; Aggiungete l’uovo, il brandy e il tartufo tagliato a fettine. Salate e pepate. Con il composto Preparato riempite la pelle del collo dell’oca, intervallando il ripieno con dei Pezzetti di fegato di anatra. Cucite L’Altra Estremità della pelle. Fate fondere in una casseruola larga e bassa il grasso di oca, portatelo ad una buona temperatura ed immergetevi il rotolo farcito, lasciandolo cuocere, una moderatissima Fiamma, per 2 ore (il grasso non DEVE assolutamente bollire). Trascorso questo tempo, togliete il recipiente dal collo e Lasciatelo raffreddare; Quindi tagliatelo a fette e servitelo su un letto di gelatina, o su crostoni di pancarrè tostato. Volendo lo SI PUÒ conservare anche a lungo, lasciandolo immerso nel grasso che, solidificandosi, formerà intorno al collo di oca un involucro protettivo. Collo d’oca farcito Questo ” Richiede un ripieno molto gustoso.
Ingredienti

1 collo d’oca
360 gr polpa di maiale tritata
100 gr di fegato di maiale tritato
1 uovo
1 bicchiere di brandy
1 tartufo
vendita
pepe
3 fegatini d’anatra
2000 gr grasso d’oca
Gelatina (facoltativo)
pancarrè (facoltativo)

Confit d’Oca

preparazione

Spellare l’oca e separarne il grasso: Mettere il grasso e la pelle (tutto tagliato a pezzettini) dentro una pentola alta con la cipolla trafitta dai chiodi di garofano, l’alloro e un po ‘di sale. Mettere a fuoco molto basso Finchè il grasso si liquefà (3-4 ore). Nel frattempo disossare l’oca e farne delle bistecchine e cucinarle in una pentola antiaderente come si fa con le Bistecche con un po ‘di grassi senza vendita. Prendere poi dei vasi di vetro e metterci le bistecchine ed il grasso liquido. Di solito si fa a novembre e sono buone da mangiare per tutto l’inverno! A proposito Nella pentola del grasso restano le cicciole Che si strizzano con lo schiacciapatate e sono buone subito! Un tempo Erano cibo prelibato Destinazione ai bambini, si accompagnano con la polentina calda. Le cicciole (o sfrizzoli in altri dialetti) sono ottime anche impastate con la pasta di pane e cotte al forno.
Ingredienti

1 Oca
1 Cipolla
Alcune Alloro foglie
Alcuni Chiodi di garofano
venditaCosce d’Oca in Agrodolce

preparazione

In una pentola versate l’aceto, unire lo scalogno, la carota, lo zucchero, la vendita e il le cosce d’oca. Portate uno cottura. Sgocciolate la carne e fatela raffreddare. Fate raffreddare anche il brodo in modo Che il grasso solidifichi alla superficie. In un tegame sciogliete il burro e rosolatevi le cosce d’oca tagliate uno fettine, cospargetele con metà zucchero e un pezzetto di grasso del brodo. Spolverizzate con lo zucchero e il destino caramellare a fuoco dolce. Togliete la carne, unire addensare il destino La Farina, mescolate, Diluito con un bicchiere di brodo,. Versate Sulle fettine. Vini di accompagnamento: Lessona DOC, Sagrantino di Montefalco DOCG, l’Aglianico del Vulture “Riserva” DOC.
Ingredienti

4 cosce d’oca
50 gr burro
2 cucchiai farina gialla
30 gr zucchero
25 cl Aceto Balsamico
80 gr zucchero
1 scalogno
1 carota
vendita

L LA FESTA DELL ‘OCA’ 11 di novembre

Martedì prossimo, 11 novembre, E la Festa di San Martino, Vescovo di Tours nel IV secolo, Uno dei santi più celebri fin dal Medioevo Perché a lui sono connessi tanti detti, proverbi, riti, usanze e tradizioni gastronomiche In molti luoghi dell’europa.
Patrono di Belluno, È venerato in tutta l’Italia dove visse in varie città: da bambino, un Pavia, Perché Suo padre militare vi era TRASFERITO Stato, poi, ormai monaco, in un eremo alle porte di Milano; E infine sull’isola Gallinaria in Liguria, prima di trasferirsi definitivamente Nelle Gallie Dove Morì ottantenne L’11 novembre dell’Anno 397.
Ma chi era San Martino?
La risposta la Potete Trovare in tanti libri oppure anche nei motori di ricerca di internet, ma una sua biografia connessa alle tradizioni popolari della sua festa, e Quale Dalla sto traendo Molte delle notizie Che vi do, si trova nel libro di mio marito Alfredo Cattabiani, “Santi d’Italia”: Ormai un “sempre verde”, molto adoperato nelle scuole, Che la Rizzoli dal ripubblica Continuamente 1993, Quando vinse il celebre Premio Estense di Ferrara.

Ebbene, San Martino, Protettore dei Soldati, nacque nell’antica Pannonia (ai confini dell’Ungheria con l’Austria) con il destino segnato: fare il Soldato venire Suo padre Che lo chiamò Martino in onore del dio della guerra Marte.

Molto presto fu infatti Avviato alla carriera militare, Durante la Quale si verificò uno degli Episodi più noti della vita del Santo raffigurato in moltissimi dipinti e sculture.

Che si racconta in una notte d’inverno, era Martino Mentre di ronda, incontro un povero viandante Che Soffriva il freddo, e non Avendo denaro da dargli, Taglio a metà il proprio mantello affinchè il mendicante avesse qualcosa con CUI coprirsi. Percio Il divenne Protettore dei Pellegrini.

Martino Passo quasi venti anni nell’esercito e, Dopo Aver ricevuto il Battesimo Decise di congedarsi per Divenire Monaco. FU poi Ordinato Diacono Prete E infine.

Viaggio a lungo predicando il cristianesimo, converti i Pagani Errando per terre lontane fino a Che un giorno si fermo in Francia, nei pressi di Poitiers, Monastero Dove un fondo.

La sua popolarità crebbe di giorno in giorno Finchè, per Volontà popolare, Martino Venne Ordinato Vescovo di Tours cosicché potesse continuare con maggiore Efficacia la propria opera di evangelizzazione.

Dopo anni di Frenetica e febbrile attività il Santo si spense UNO Contade, MA Il suo corpo fu portato lungo la Loira fino al cimitero di Tours, dove ebbe sepoltura in un’umile tomba che presto divenne meta di incessanti Pellegrinaggi, come Fosse San Pietro a Roma O Santiago di Compostella: al Suo Monastero di Tours arrivavano i Fedeli a Massa per CHIEDERE la guarigione di Ogni tipo di malattia.

MA San Martino divenne ancora più popolare per la collocazione della sua festa nel calendario Che coincideva con la fine delle Celebrazioni del Capodanno dei Celti —Samuin — Che cadevano proprio nei primi Dieci giorni di novembre.
Quella festa Pagana era ancora viva nell’VIII secolo E siccome Martino fu fin dal primo medioevo il santo più popolare d’Occidente la Chiesa pensó bene di cristianizzare I festeggiamenti celtici trasferendo le varie usanze sulla festività di San Martino.
Percio La festa di San Martino divenne una sorta di Capodanno: in Italia, fino al secolo scorso,l’11 novembre cominciavano le attività dei Tribunali, delle scuole e dei Parlamenti, si tenevano elezioni e Nella zona Alcune scadevano i contratti agricoli e di affitto. Tuttora In molti luoghi si dice infatti “Far San Martino” all’atto di traslocare o sgomberare.

E, così come i Celti festeggiavano il Samuin banchettando, il giorno di San Martino trascorreva anche nell’ingorda Letizia delle tavole colme di Ogni ben di Dio, sicché tuttora la figura del Santo è sinonimo di Abbondanza: “Ce sta lu sante Martino”, Dicono in Abruzzo quando in una casa non mancano le provviste.
Ippolito di Duca, Cavalcanti di Buonvicino, Scriveva nel 1847 A proposito della festa del santo a Napoli: “Bella Cheste chella è Jornata di San Martino c’a Napoléon, e me pe credo tutto lo Munno, se fa na grosa festa; e Grazia De Chesta sollennità, una colomba echiù, una colomba meno, se lo fa grande pranzo … “.

Il giorno di San Martino era anche tempo di baldoria, favorita dal Vino “vecchio” che proprio in questi giorni Occorre finire per pulire le botti e lasciarle pronte per la nuova annata: in Romagna affermano infatti Che “Par Sa ‘Marten u s’imbariega grend e znèn”, per “San Martino s’ubriaca il grande e il piccino”. Oppure: “Per San Martino si spilla il botticino”; E ancora, “Per San Martino cadon le foglie e si spilla il vino”.
MA UNO fiumi scorre anche il Vino Novello, Perché “Per San Martino Ogni mosto è vino”.

Vi ricordate infatti la celebre poesia del Carducci, intitolata proprio “San Martino” Che descrive la Festa del Suo CHIAMATO poi, in cui Paese Suo onore Castagnetto Carducci:

La nebbia agli irti colli
Piovigginando vendita,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de ‘tini
Va l’aspro odor de i vini
L’Anime a rallegrar.

Ma il vino con i padani consigliano di mangiare Le castagne e l’Oca: “Per San Martino castagne, oca e vino!”.

Un’usanza, Quella di mangiare l’oca, da Rispettare Per fortuna avere, come ci Ricordano i Veneti: “Chi no magna l’oca a San Martin nol fa el beco de un quatrin!”.

Ma perché l’oca Viene mangiata per la Festa di San Martino?

La tradizione si Ispira UNO una leggenda.

Era L’anno 371 Quando San Martino Venne Eletto per acclamazione Vescovo di Tours in Francia, lui Però si nascose in campagna Perché preferiva continuare a Vivere come semplice monaco.

MA un Storno di oche Rivelo con le sue strida Il nascondiglio del Santo agli inseguitori dovette e accettare e diventare così il grande vescovo Che è stato.

Un’altra interpretazione più Sensata afferma Invece Che siccome le Oche selvatiche migrano verso sud all’approssimarsi dell’inverno, ai primi di novembre è cacciarle facile e Dopo, naturalmente, cucinarle.

Forse Percio si afferma che: “Oca e vino tieni tutto per San Martino”.

In ogni modo venire la scelta del grasso volatile cibo tipico della festa di San Martino non è casuale Perché dietro la Popolare usanza gastronomica si Celano vestigia di antiche credenze Che religiose deriverebbero dalle Celebrazioni del Samuin Celtico: L’oca di San Martino SAREBBE dunque una discendente di quelle oche sacre ai Celti, Simboli del Messaggero divino, Che accompagnavano le anime dei defunti nell’aldilà.

Percio in tutti i Paesi dove la religione celtica era più radicata vi è la consuetudine di mangiare l’oca Proprio in questi giorni, a partire dal giorno di Ognissanti, Come ci rammentano Alcuni Versi del Tassoni:

E il giorno di Ognissanti al dì Nascente
ognun Parti de la campagna rasa
E torno Lieto uno mangiar l’oca a casa.

In Boemia, Non solo si mangia Oca L’a San Martino, Ma se ne trae L’oroscopo per l’inverno: se le ossa sono bianche, l’inverno mite Sara e breve, se scure è segno di pioggia, neve e freddo.

Gli svizzeri, l’11 novembre, La mangiano ripiena Fette di finissime di mele; Mentre in Germania La SI Riempie di artemisia profumata, mele, marroni glassati col miele, uva passita e Le stesse interiora dell’animale. Dicono i Tedeschi CHE SIA L’oca Perché veramente buona DEVE provenire dalla Polonia o fra dall’Ungheria, l’altro La Patria di San Martino era nato Che nell’antica Pannonia

In Italia i pranzi una base d’oca nei giorni di San Martino, Soprattutto sono tipici del nord, Friuli, Veneto, Lombardia e Romagna.

Vieni ad esempio Accade nell’antica “Sagra dell’Oca” di Morsano al Tagliamento, In provincia di Pordenone: per la “Cena di San Martino” Viene servito un intero menù a base d’oca.

Mentre in provincia di Pavia, un Mortara, detta “La città dell’Oca” c’è persino un Salame d’oca detto anche “Salame ecumenico”, Perché d’origine ebraica, prodotto con il metodo Kascher.
La ricetta tipica della Padania più diffusa per il San Martino e “bottaggio“Alla similitudine “casoeuola” Lombarda: nell’oca Preparata così la freschezza e la fragranza della Verza attenua l’intensità del Suo sapore un po ‘dolciastro.

Una curiosità: Nella cucina tradizionale romana Oca non vi sono ricette per cucinare l ‘, Forse per riconoscenza verso ancestrale dei Romani QUESTI volatili, simbolo di fedeltà e vigilanza. D’altronde Le Oche Che sorvegliavano il Tempio della dea Giunone al Campidoglio riuscirono uno Salvare Il Colle dall’invasione dei Galli nel 390 a.C. Dando l’allarme con le Loro strida!

E per finire questa carrellata di usanze legato alla festività di San Martino, una curiosità: una volta per la Festa di San Martino si svolgeva la fiera più importante di animali con le corna,, Buoi Mucche, tori, capre, montoni.

Percio la fantasia popolare ha assurdamente Promosso San Martino UNO ironico Patrono dei mariti traditi, Vieni Ricordano Alcuni proverbi: “Per San Marten Volta e Zira, tot i Bech i va a la fira”, “Ogni Volta di San Martino e gira, tutti i Becchi VANNO Alla Fiera”, sostengono i Romagnoli; Mentre i romani affermano che: Casa “Chi cià moje, tie ‘pe’ San Martino”!

E proprio al ritorno di quelle fiere I Mariti “cornificati” venivano braccati, derisi e cacciati da turbe di ragazzi.

La “Caccia al Becco” (Alfredo Cattabiani “Lunario”, Mondadori) era un’usanza Simile a Quella del Capro espiatorio. Secondo la mentalità dell’epoca il marito tradito si era macchiato di una colpa grave, poichè l’epoca della moglie Adulterio Considerato un segno di debolezza dell’Uomo, di incapacità uno Controllare la Consorte; sicché il “Becco” doveva subire una scherzosa persecuzione rituale.
ONU Nepi, Nella provincia di Viterbo, Nella Tuscia, l’11 novembre, UNO Ma anche Ruviano (Caserta), in Abruzzo e in altri luoghi ancora, infatti sfilano per le vie del paese, in una processione carnascialesca profana, giovani MOLTI portando come Trofeo delle Corna di cervo Che si passano l’un l’altro in un rito apotropaico Che scongiurarle Dovrebbe: Durante la caccia rituale il marito “colpevole” VENIVA Il Identificato con cervo dalle grandi corna, preda per eccellenza dei Cacciatori!

 

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